In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, che ricorre ogni anno il 31 maggio, abbiamo voluto dedicare la quinta e ultima puntata della terza stagione di Fare Bene a un tema che riguarda milioni di persone e che spesso viene sottovalutato: la dipendenza da fumo.
Fumare, infatti, non è soltanto un’abitudine difficile da perdere. È una vera dipendenza, sostenuta da meccanismi biologici, psicologici e sociali che si intrecciano tra loro.
Durante il webinar, il dott. Massimo Verga, pneumologo e responsabile del Centro Antifumo dell’Ospedale San Paolo di Milano, e la dott.ssa Alessandra Farano, psicologa, hanno aiutato i partecipanti a comprendere meglio questi meccanismi e a conoscere gli strumenti oggi disponibili per affrontare il cambiamento.
Il fumo non è un vizio: è una dipendenza
Uno dei messaggi più importanti emersi durante l’incontro è che il fumo non può essere considerato semplicemente una cattiva abitudine. La nicotina agisce direttamente sul cervello, attivando circuiti neurologici legati alla gratificazione, alle emozioni e alla motivazione. Questo spiega perché smettere può essere così difficile e perché la sola forza di volontà, spesso, non basta.
Molte persone non sanno infatti che la nicotina è una delle sostanze con il più elevato potenziale di dipendenza. L’organismo si abitua rapidamente alla sua presenza e, in breve tempo, il desiderio di fumare smette di essere una scelta per trasformarsi in un bisogno. È questo meccanismo che rende così frequenti le ricadute e che rende fondamentale un supporto adeguato.
I danni del fumo attivo e passivo
Quando si parla di tabacco si pensa subito ai danni per il fumatore, ma gli effetti del fumo coinvolgono anche chi gli sta accanto. Le sostanze tossiche prodotte dalla combustione aumentano il rischio di numerose malattie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche, mentre il fumo passivo continua a rappresentare un problema importante soprattutto per bambini e adolescenti.
Giovani e nuove sigarette elettroniche: una sfida emergente
Particolare attenzione è stata dedicata alle sigarette elettroniche e ai dispositivi di nuova generazione. Colori accattivanti, aromi dolci e design che ricordano oggetti di uso quotidiano contribuiscono a renderli particolarmente attraenti per i più giovani.
Il rischio è duplice: da un lato si diffonde l’idea errata che siano innocui, dall’altro si favorisce l’esposizione precoce alla nicotina e quindi allo sviluppo della dipendenza. Un fenomeno che richiede attenzione da parte delle famiglie, della scuola e di tutta la comunità educante.
Perché smettere è difficile: il ruolo della psicologia
Per molti fumatori la sigaretta non serve soltanto a soddisfare un bisogno fisico. È associata alla pausa caffè, ai momenti di stress, alla compagnia degli amici o a una sensazione di conforto. Smettere sgnifica spesso cambiare alcune routine quotidiane e imparare nuovi modi per gestire emozioni e situazioni che per anni sono state legate al fumo. Per questo motivo il trattamento della dipendenza non può limitarsi agli aspetti medici, ma includere anche quelli psicologici.
La dott.ssa Farano ha illustrato il modello psicologico del cambiamento, spiegando come la motivazione non sia qualcosa che semplicemente si possiede o non si possiede, ma un processo dinamico che evolve nel tempo. Comprendere in quale fase del cambiamento ci si trova aiuta a individuare gli strumenti più efficaci per procedere verso l’obiettivo.
La ricaduta non è un fallimento
Uno degli aspetti più incoraggianti emersi durante il webinar riguarda il significato della ricaduta. Chi prova a smettere può attraversare momenti di difficoltà e riprendere temporaneamente a fumare. Questo non significa aver fallito.
La ricaduta è spesso parte del percorso di cambiamento e rappresenta un’opportunità per comprendere meglio i propri meccanismi, rafforzare la motivazione e ripartire con maggiore consapevolezza. Ogni tentativo contribuisce a costruire esperienza e aumenta le probabilità di successo futuro.
Chiedere aiuto aumenta le probabilità di successo
Smettere da soli è possibile, ma non sempre è facile. Oggi esistono centri antifumo, percorsi specialistici, supporto psicologico e terapie che possono accompagnare le persone nel cambiamento. Affidarsi a professionisti significa avere strumenti concreti per affrontare le difficoltà e aumentare significativamente le possibilità di raggiungere l’obiettivo.
Ogni giorno senza fumo è un guadagno per la salute
I benefici iniziano molto prima di quanto si pensi. Già dopo poche ore l’organismo comincia a recuperare, mentre nel tempo migliorano respirazione, circolazione, energia e qualità della vita. Non importa da quanti anni si fuma: smettere rappresenta sempre una delle decisioni più efficaci che una persona possa prendere per il proprio benessere presente e futuro.
Rivedi la terza stagione di Fare Bene
Questa puntata conclude la terza stagione di Fare Bene, un percorso che ha affrontato temi fondamentali per la salute, il benessere e la sicurezza delle persone grazie al contributo di professionisti ed esperti provenienti da diversi ambiti.
Se ti sei perso l’incontro o desideri rivederlo, puoi guardare la registrazione completa sul canale YouTube di Fondazione LHS insieme a tutte le puntate della stagione e agli approfondimenti delle edizioni precedenti.
Il grande interesse, la partecipazione e i numerosi feedback ricevuti in questi mesi confermano quanto sia importante continuare a creare occasioni di confronto e divulgazione su temi che riguardano la nostra salute e la nostra qualità di vita. Per questo, Fare Bene tornerà in autunno con una nuova stagione, pronta a offrire ancora informazioni affidabili, strumenti pratici e spunti concreti per prenderci cura di noi stessi e degli altri.
In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, che ricorre ogni anno il 31 maggio, abbiamo voluto dedicare la quinta e ultima puntata della terza stagione di Fare Bene a un tema che riguarda milioni di persone e che spesso viene sottovalutato: la dipendenza da fumo.
Fumare, infatti, non è soltanto un’abitudine difficile da perdere. È una vera dipendenza, sostenuta da meccanismi biologici, psicologici e sociali che si intrecciano tra loro.
Durante il webinar, il dott. Massimo Verga, pneumologo e responsabile del Centro Antifumo dell’Ospedale San Paolo di Milano, e la dott.ssa Alessandra Farano, psicologa, hanno aiutato i partecipanti a comprendere meglio questi meccanismi e a conoscere gli strumenti oggi disponibili per affrontare il cambiamento.
Il fumo non è un vizio: è una dipendenza
Uno dei messaggi più importanti emersi durante l’incontro è che il fumo non può essere considerato semplicemente una cattiva abitudine. La nicotina agisce direttamente sul cervello, attivando circuiti neurologici legati alla gratificazione, alle emozioni e alla motivazione. Questo spiega perché smettere può essere così difficile e perché la sola forza di volontà, spesso, non basta.
Molte persone non sanno infatti che la nicotina è una delle sostanze con il più elevato potenziale di dipendenza. L’organismo si abitua rapidamente alla sua presenza e, in breve tempo, il desiderio di fumare smette di essere una scelta per trasformarsi in un bisogno. È questo meccanismo che rende così frequenti le ricadute e che rende fondamentale un supporto adeguato.
I danni del fumo attivo e passivo
Quando si parla di tabacco si pensa subito ai danni per il fumatore, ma gli effetti del fumo coinvolgono anche chi gli sta accanto. Le sostanze tossiche prodotte dalla combustione aumentano il rischio di numerose malattie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche, mentre il fumo passivo continua a rappresentare un problema importante soprattutto per bambini e adolescenti.
Giovani e nuove sigarette elettroniche: una sfida emergente
Particolare attenzione è stata dedicata alle sigarette elettroniche e ai dispositivi di nuova generazione. Colori accattivanti, aromi dolci e design che ricordano oggetti di uso quotidiano contribuiscono a renderli particolarmente attraenti per i più giovani.
Il rischio è duplice: da un lato si diffonde l’idea errata che siano innocui, dall’altro si favorisce l’esposizione precoce alla nicotina e quindi allo sviluppo della dipendenza. Un fenomeno che richiede attenzione da parte delle famiglie, della scuola e di tutta la comunità educante.
Perché smettere è difficile: il ruolo della psicologia
Per molti fumatori la sigaretta non serve soltanto a soddisfare un bisogno fisico. È associata alla pausa caffè, ai momenti di stress, alla compagnia degli amici o a una sensazione di conforto. Smettere sgnifica spesso cambiare alcune routine quotidiane e imparare nuovi modi per gestire emozioni e situazioni che per anni sono state legate al fumo. Per questo motivo il trattamento della dipendenza non può limitarsi agli aspetti medici, ma includere anche quelli psicologici.
La dott.ssa Farano ha illustrato il modello psicologico del cambiamento, spiegando come la motivazione non sia qualcosa che semplicemente si possiede o non si possiede, ma un processo dinamico che evolve nel tempo. Comprendere in quale fase del cambiamento ci si trova aiuta a individuare gli strumenti più efficaci per procedere verso l’obiettivo.
La ricaduta non è un fallimento
Uno degli aspetti più incoraggianti emersi durante il webinar riguarda il significato della ricaduta. Chi prova a smettere può attraversare momenti di difficoltà e riprendere temporaneamente a fumare. Questo non significa aver fallito.
La ricaduta è spesso parte del percorso di cambiamento e rappresenta un’opportunità per comprendere meglio i propri meccanismi, rafforzare la motivazione e ripartire con maggiore consapevolezza. Ogni tentativo contribuisce a costruire esperienza e aumenta le probabilità di successo futuro.
Chiedere aiuto aumenta le probabilità di successo
Smettere da soli è possibile, ma non sempre è facile. Oggi esistono centri antifumo, percorsi specialistici, supporto psicologico e terapie che possono accompagnare le persone nel cambiamento. Affidarsi a professionisti significa avere strumenti concreti per affrontare le difficoltà e aumentare significativamente le possibilità di raggiungere l’obiettivo.
Ogni giorno senza fumo è un guadagno per la salute
I benefici iniziano molto prima di quanto si pensi. Già dopo poche ore l’organismo comincia a recuperare, mentre nel tempo migliorano respirazione, circolazione, energia e qualità della vita. Non importa da quanti anni si fuma: smettere rappresenta sempre una delle decisioni più efficaci che una persona possa prendere per il proprio benessere presente e futuro.
Rivedi la terza stagione di Fare Bene
Questa puntata conclude la terza stagione di Fare Bene, un percorso che ha affrontato temi fondamentali per la salute, il benessere e la sicurezza delle persone grazie al contributo di professionisti ed esperti provenienti da diversi ambiti.
Se ti sei perso l’incontro o desideri rivederlo, puoi guardare la registrazione completa sul canale YouTube di Fondazione LHS insieme a tutte le puntate della stagione e agli approfondimenti delle edizioni precedenti.
Il grande interesse, la partecipazione e i numerosi feedback ricevuti in questi mesi confermano quanto sia importante continuare a creare occasioni di confronto e divulgazione su temi che riguardano la nostra salute e la nostra qualità di vita. Per questo, Fare Bene tornerà in autunno con una nuova stagione, pronta a offrire ancora informazioni affidabili, strumenti pratici e spunti concreti per prenderci cura di noi stessi e degli altri.







































































































































