II 16 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della rianimazione cardiopolmonare.
Per l’occasione, Fondazione LHS lancia “Diritto al Cuore”, una campagna di informazione e sensibilizzazione per contribuire a ridurre la mortalità da arresto cardiaco.
Nata dall’incontro con l’Associazione Progetto Vita – il primo progetto europeo di defibrillazione precoce nella comunità – e creata in collaborazione con il Dipartimento Salute Saipem, la campagna ha lo scopo di promuovere la cultura della cardio-protezione sul territorio come strumento fondamentale per salvare vite umane.

L’arresto cardiaco: che cos’è e come si può combattere
In Italia ogni anno muoiono circa 60.000 persone per arresto cardiaco, oltre 400.000 in Europa. Si tratta della prima causa di morte nei Paesi occidentali.
Con arresto cardiaco si intende la brusca interruzione dell’attività meccanica del cuore, che causa la perdita di coscienza e la cessazione delle altre funzioni vitali, inclusa la respirazione.
Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco è dovuto a un’aritmia chiamata fibrillazione ventricolare, potenzialmente mortale ma reversibile se interrotta per mezzo di un defibrillatore.
Purtroppo, oggi oltre il 90% delle persone colpite decede, perché i soccorsi non sono abbastanza tempestivi: ogni minuto che passa, infatti, si riducono le probabilità di sopravvivere del 10-12%.
Eppure, se sottoposto tempestivamente a defibrillazione, un individuo colpito da arresto cardiaco può non solo sopravvivere, ma anche riprendere una vita normale.
Per questo, occorre sempre di più creare aziende, condomini, quartieri e città cardio-protette, in cui i cittadini siano informati sui comportamenti da tenere in caso di emergenza e abbiano rapidamente accesso a un defibrillatore, senza avere paura di usarlo.
Il DAE: uno strumento alla portata di tutti
Il defibrillatore semiautomatico o automatico esterno, detto DAE, è un dispositivo che, erogando una scarica elettrica, è in grado di far ripartire il ritmo del cuore.
A differenza di quello manuale, il DAE guida il soccorritore passo dopo passo ed esegue automaticamente la diagnosi di arresto cardiaco, emettendo la scarica elettrica solo se necessario.
Per questo tutti possono utilizzare un DAE, anche senza avere fatto corsi specifici.
Resta inteso che una persona opportunamente formata reagirà con maggiore prontezza ed efficacia e, in attesa dell’arrivo del DAE, sarà in grado di praticare il massaggio cardiaco, riducendo la possibilità di danni cerebrali.
“Diritto al cuore”: una campagna a disposizione della comunità
L’esperienza di Progetto Vita, che in poco più di vent’anni ha reso Piacenza la città più cardio-protetta d’Europa, dimostra che creare la cultura della cardioprotezione e della defibrillazione precoce sul territorio è il modo più efficace per salvare vite umane e prevenire i danni cerebrali provocati dall’arresto cardiaco.
Con il progetto “Diritto al Cuore”, Fondazione LHS, Progetto Vita e il Dipartimento Salute Saipem vogliono chiamare tutta la comunità – imprenditori, lavoratori e cittadini – a riflettere sul ruolo che ciascuno può avere per combattere l’arresto cardiaco e a unirsi per dare il proprio contributo.
La campagna è rivolta principalmente ad aziende, realtà condominiali, associazioni e piccoli comuni e consta di:
- una linea guida che, sulla base del modello di eccellenza di Progetto Vita, propone un metodo semplice ed efficace per diffondere la cardioprotezione sul territorio.
- un kit di materiali di comunicazione (locandina, logo, presentazione powerpoint, roll up e visual per comunicazione social) personalizzabili e/o pronti all’uso.
II 16 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della rianimazione cardiopolmonare.
Per l’occasione, Fondazione LHS lancia “Diritto al Cuore”, una campagna di informazione e sensibilizzazione per contribuire a ridurre la mortalità da arresto cardiaco.
Nata dall’incontro con l’Associazione Progetto Vita – il primo progetto europeo di defibrillazione precoce nella comunità – e creata in collaborazione con il Dipartimento Salute Saipem, la campagna ha lo scopo di promuovere la cultura della cardio-protezione sul territorio come strumento fondamentale per salvare vite umane.

L’arresto cardiaco: che cos’è e come si può combattere
In Italia ogni anno muoiono circa 60.000 persone per arresto cardiaco, oltre 400.000 in Europa. Si tratta della prima causa di morte nei Paesi occidentali.
Con arresto cardiaco si intende la brusca interruzione dell’attività meccanica del cuore, che causa la perdita di coscienza e la cessazione delle altre funzioni vitali, inclusa la respirazione.
Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco è dovuto a un’aritmia chiamata fibrillazione ventricolare, potenzialmente mortale ma reversibile se interrotta per mezzo di un defibrillatore.
Purtroppo, oggi oltre il 90% delle persone colpite decede, perché i soccorsi non sono abbastanza tempestivi: ogni minuto che passa, infatti, si riducono le probabilità di sopravvivere del 10-12%.
Eppure, se sottoposto tempestivamente a defibrillazione, un individuo colpito da arresto cardiaco può non solo sopravvivere, ma anche riprendere una vita normale.
Per questo, occorre sempre di più creare aziende, condomini, quartieri e città cardio-protette, in cui i cittadini siano informati sui comportamenti da tenere in caso di emergenza e abbiano rapidamente accesso a un defibrillatore, senza avere paura di usarlo.
Il DAE: uno strumento alla portata di tutti
Il defibrillatore semiautomatico o automatico esterno, detto DAE, è un dispositivo che, erogando una scarica elettrica, è in grado di far ripartire il ritmo del cuore.
A differenza di quello manuale, il DAE guida il soccorritore passo dopo passo ed esegue automaticamente la diagnosi di arresto cardiaco, emettendo la scarica elettrica solo se necessario.
Per questo tutti possono utilizzare un DAE, anche senza avere fatto corsi specifici.
Resta inteso che una persona opportunamente formata reagirà con maggiore prontezza ed efficacia e, in attesa dell’arrivo del DAE, sarà in grado di praticare il massaggio cardiaco, riducendo la possibilità di danni cerebrali.
“Diritto al cuore”: una campagna a disposizione della comunità
L’esperienza di Progetto Vita, che in poco più di vent’anni ha reso Piacenza la città più cardio-protetta d’Europa, dimostra che creare la cultura della cardioprotezione e della defibrillazione precoce sul territorio è il modo più efficace per salvare vite umane e prevenire i danni cerebrali provocati dall’arresto cardiaco.
Con il progetto “Diritto al Cuore”, Fondazione LHS, Progetto Vita e il Dipartimento Salute Saipem vogliono chiamare tutta la comunità – imprenditori, lavoratori e cittadini – a riflettere sul ruolo che ciascuno può avere per combattere l’arresto cardiaco e a unirsi per dare il proprio contributo.
La campagna è rivolta principalmente ad aziende, realtà condominiali, associazioni e piccoli comuni e consta di:
- una linea guida che, sulla base del modello di eccellenza di Progetto Vita, propone un metodo semplice ed efficace per diffondere la cardioprotezione sul territorio.
- un kit di materiali di comunicazione (locandina, logo, presentazione powerpoint, roll up e visual per comunicazione social) personalizzabili e/o pronti all’uso.




































































































































