È stato pubblicato nel mese di marzo il Position Paper “Da formazione a educazione: proposte e strategie per raggiungere efficacia ed efficienza in ambito salute e sicurezza sul lavoro”, scritto da Guido Micheli, professore di Progettazione e Gestione degli Impianti Industriali presso il Politecnico di Milano, e da Davide Scotti, HSE Culture & Training Manager di Saipem e Segretario Generale di Fondazione LHS.

Il documento è la prima di una serie di pubblicazioni che saranno curate dall’Osservatorio LHS, un progetto avviato da Fondazione LHS con la finalità di stimolare un dibattito sui temi di salute e sicurezza, in particolare sul piano culturale e presso i media, contribuendo a diffondere conoscenza, consapevolezza e attenzione su queste tematiche e incoraggiando il senso di responsabilità personale e collettivo.

Il paper vuole porre l’attenzione sul problema della formazione su salute e sicurezza, esprimere una posizione chiara sull’argomento e offrire un ventaglio di possibili strategie a cui ispirarsi.

Perché gli incidenti sul lavoro tendono a ripetersi

Il presupposto da cui parte il paper è la constatazione che, in Italia, gli stessi tipi di infortuni, mortali e non, tendono a ripetersi con regolarità, e ciò anche in contesti locali, dove ci si immagina che le informazioni possano circolare più facilmente. Questa situazione nasce, da una parte, da mancanze di natura comunicativa, ma anche e soprattutto da problemi legati alla qualità e all’efficacia della formazione erogata.

Per questo, si affrontano dapprima i limiti del processo formativo tradizionale – che, spesso, non è in grado di generare “maturità culturale” e, quindi, di portare a un cambiamento radicale e radicato nel tempo dei comportamenti – per poi entrare nel merito delle proposte alternative.

Passare da formazione a educazione

L’argomentazione degi autori è che, perché la formazione dei lavoratori sia davvero efficace, cioè generi reale apprendimento, ed efficiente, cioè sostenibie per gli attori coinvolti, occorre passare dal concetto tradizionale di “formazione” a quello di “educazione”.

Se la formazione, infatti, “tende a sommare pezzi di conoscenze, competenze e abilità sulla base di strutture preesistenti, generando sovrastrutture che modificano leggermente i comportamenti esistenti, senza però rivederli completamente, ossia senza risalire alla base di quei comportamenti”, l’educazione è intesa come “un processo che porta a un cambiamento profondo della persona, perché dovrebbe incidere sul suo sistema di valori, creando i presupposti per agire concordemente a quei valori in qualunque situazione, anche e soprattutto in quelle rispetto a cui non si è stati formati”.

Le strategie per una formazione/educazione efficace ed efficiente

Nella parte finale, il paper esplora le possibili strategie per una formazione/educazione che sempre di più generi esperienza e che sia il più possibile declinata secondo il contesto di riferimento, in base alle specificità delle singole aziende e alle competenze dei lavoratori.

L’invito finale rivolto a tutti coloro che intendano sperimentare un duraturo miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza è quello di impiegare le risorse spese in formazione obbligatoria nel migliore dei modi possibili, entrando nel merito delle scelte volontarie.

Per leggere il paper clicca sul bottone qui sotto.

È stato pubblicato nel mese di marzo il Position Paper “Da formazione a educazione: proposte e strategie per raggiungere efficacia ed efficienza in ambito salute e sicurezza sul lavoro”, scritto da Guido Micheli, professore di Progettazione e Gestione degli Impianti Industriali presso il Politecnico di Milano, e da Davide Scotti, HSE Culture & Training Manager di Saipem e Segretario Generale di Fondazione LHS.

Il documento è la prima di una serie di pubblicazioni che saranno curate dall’Osservatorio LHS, un progetto avviato da Fondazione LHS con la finalità di stimolare un dibattito sui temi di salute e sicurezza, in particolare sul piano culturale e presso i media, contribuendo a diffondere conoscenza, consapevolezza e attenzione su queste tematiche e incoraggiando il senso di responsabilità personale e collettivo.

Il paper vuole porre l’attenzione sul problema della formazione su salute e sicurezza, esprimere una posizione chiara sull’argomento e offrire un ventaglio di possibili strategie a cui ispirarsi.

Perché gli incidenti sul lavoro tendono a ripetersi

Il presupposto da cui parte il paper è la constatazione che, in Italia, gli stessi tipi di infortuni, mortali e non, tendono a ripetersi con regolarità, e ciò anche in contesti locali, dove ci si immagina che le informazioni possano circolare più facilmente. Questa situazione nasce, da una parte, da mancanze di natura comunicativa, ma anche e soprattutto da problemi legati alla qualità e all’efficacia della formazione erogata.

Per questo, si affrontano dapprima i limiti del processo formativo tradizionale – che, spesso, non è in grado di generare “maturità culturale” e, quindi, di portare a un cambiamento radicale e radicato nel tempo dei comportamenti – per poi entrare nel merito delle proposte alternative.

Passare da formazione a educazione

L’argomentazione degi autori è che, perché la formazione dei lavoratori sia davvero efficace, cioè generi reale apprendimento, ed efficiente, cioè sostenibie per gli attori coinvolti, occorre passare dal concetto tradizionale di “formazione” a quello di “educazione”.

Se la formazione, infatti, “tende a sommare pezzi di conoscenze, competenze e abilità sulla base di strutture preesistenti, generando sovrastrutture che modificano leggermente i comportamenti esistenti, senza però rivederli completamente, ossia senza risalire alla base di quei comportamenti”, l’educazione è intesa come “un processo che porta a un cambiamento profondo della persona, perché dovrebbe incidere sul suo sistema di valori, creando i presupposti per agire concordemente a quei valori in qualunque situazione, anche e soprattutto in quelle rispetto a cui non si è stati formati”.

Le strategie per una formazione/educazione efficace ed efficiente

Nella parte finale, il paper esplora le possibili strategie per una formazione/educazione che sempre di più generi esperienza e che sia il più possibile declinata secondo il contesto di riferimento, in base alle specificità delle singole aziende e alle competenze dei lavoratori.

L’invito finale rivolto a tutti coloro che intendano sperimentare un duraturo miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza è quello di impiegare le risorse spese in formazione obbligatoria nel migliore dei modi possibili, entrando nel merito delle scelte volontarie.

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