Come gestire ansia, stress e pressione mentale in un contesto sempre più complesso e veloce? È stata questa la domanda al centro di una nuova puntata di Fare Bene, il format promosso da Fondazione LHS, che ha approfondito il legame tra mente e corpo e il ruolo della respirazione come strumento concreto di benessere.
A guidare la riflessione due esperti: Barbara Gattoni, responsabile del servizio di psicologia del lavoro in Saipem, e Terenzio Traisci, psicologo del lavoro, autore e formatore.
Emozioni e corpo: un legame profondo
Ansia, stress e pressione non sono solo stati mentali: il corpo li vive e li manifesta. Come evidenziato da Barbara Gattoni, le emozioni attivano risposte fisiche precise e riconoscibili, coinvolgendo diverse aree del corpo in modo ricorrente. Addirittura, da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori su un campione di 700 persone di genere e provenienza diversa, è emersa una vera e propria “mappa corporea delle emozioni”.
Nel caso di emozioni quali paura e ansia, si è visto che l’area corporea di attivazione è la stessa per entrambe e coinvolge la zona del torace, in particolare il diaframma. Nonostante queste due emozioni siano diverse – la paura è una reazione immediata a un pericolo reale, l’ansia è una paura anticipatoria, legata a qualcosa che potrebbe accadere ma che in quel momento non c’è – entrambe fanno sì che il nostro organismo entri in uno stato di allerta, con l’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, preparandosi alle classiche risposte di attacco, fuga o immobilità.
La finestra di tolleranza: stare nel giusto equilibrio
Un concetto chiave emerso durante il webinar è quello della finestra di tolleranza, ovvero lo spazio entro cui riusciamo a gestire le emozioni in modo efficace.
Quando restiamo all’interno di questa finestra, siamo lucidi, presenti e in grado di affrontare le sfide quotidiane. Quando invece ne usciamo, possiamo entrare in:
- iperattivazione (ansia, stress, sovraccarico mentale)
- ipoattivazione (apatia, blocco, difficoltà ad agire)
La buona notizia è che l’ampiezza di questa finestra, che è diversa per ognuno di noi, non è fissa: può essere ampliata attraverso strategie semplici ma efficaci, come la respirazione consapevole e il supporto delle relazioni.
Il respiro come strumento di regolazione
Respirazione ed emozioni sono strettamente connesse. Quando siamo sotto stress, il respiro diventa corto e superficiale; quando siamo rilassati, si fa più lento e profondo.
Allenare la respirazione significa quindi agire direttamente sul nostro stato psicofisico. In particolare, la respirazione “diaframmatica”, quella cioè che coinvolge il muscolo del diaframma facendo muovere l’addome, a differenza di quella “toracica” che resta più alta e superficiale – consente di:
- ridurre ansia e tensione
- migliorare l’ossigenazione
- favorire uno stato di calma e presenza
Come sottolineato durante l’incontro, la respirazone consapevole è uno strumento prezioso non per soffocare le emozioni, ma per regolarle, rendendole gestibili.
Dallo stress alla performance: cambiare prospettiva
Un altro spunto centrale riguarda il modo in cui interpretiamo lo stress. Come spiegato da Terenzio Traisci, lo stress non è necessariamente un nemico: può diventare una risorsa, se impariamo a leggerlo e gestirlo in modo diverso.
Il passaggio chiave è spostare l’attenzione da ciò che vogliamo evitare (“non voglio essere stressato”) a ciò che vogliamo ottenere: calma, lucidità, presenza.
Mettendo questo risultato positivo come obiettivo, qualunque esercizio di respirazione sarà molto più efficace.
Anche il linguaggio ha un ruolo importante: definire una situazione come “eccitante” anziché “stressante” può cambiare la risposta del nostro organismo.
Tecniche semplici per la vita quotidiana
Nella seconda parte del webinar, oltre a darci qualche cosiglio su come praticare la respirazione diaframmatica in modo corretto, Terenzio Traisci ha anche condiviso alcune tecniche di respirazione semplici ed efficaci, utili in momenti specifici:
- anuloma viloma (“pelo e contropelo”), che coinvolge le due narici separatamente: perfetta al risveglio per riequilibrare le funzioni dei due emisferi
- “sospiro fisiologico”, utile nei momenti di ansia acuta
- respirazione “tattica”, o “del quadrato”, per recuperare lucidità e calma vigile: funzionale prima di prendere una decisione difficile
- respirazione 4-7-8, per favorire il rilassamento e il sonno
Piccoli strumenti che, se utilizzati con costanza, possono fare una grande differenza.
Il valore delle relazioni
Accanto alle tecniche individuali, è emerso con forza il ruolo delle relazioni. Il supporto sociale aiuta ad ampliare la nostra capacità di gestire lo stress e rappresenta un elemento fondamentale per il benessere.
Anche aiutare gli altri ha un impatto positivo: stimola il rilascio di ossitocina, migliorando il nostro stato emotivo e rafforzando il senso di connessione.
Un invito alla consapevolezza
Il messaggio finale è semplice ma potente: la respirazione è uno strumento sempre disponibile, accessibile a tutti, ma spesso sottovalutato.
Allenare la consapevolezza del respiro significa prendersi cura di sé, migliorare la qualità della propria vita e affrontare con maggiore equilibrio le sfide quotidiane.
Perché, come ricordato anche durante l’incontro, non è il singolo gesto a fare la differenza, ma la capacità di costruire, giorno dopo giorno, un sistema di attenzione e cura verso se stessi e gli altri.
Come gestire ansia, stress e pressione mentale in un contesto sempre più complesso e veloce? È stata questa la domanda al centro di una nuova puntata di Fare Bene, il format promosso da Fondazione LHS, che ha approfondito il legame tra mente e corpo e il ruolo della respirazione come strumento concreto di benessere.
A guidare la riflessione due esperti: Barbara Gattoni, responsabile del servizio di psicologia del lavoro in Saipem, e Terenzio Traisci, psicologo del lavoro, autore e formatore.
Emozioni e corpo: un legame profondo
Ansia, stress e pressione non sono solo stati mentali: il corpo li vive e li manifesta. Come evidenziato da Barbara Gattoni, le emozioni attivano risposte fisiche precise e riconoscibili, coinvolgendo diverse aree del corpo in modo ricorrente. Addirittura, da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori su un campione di 700 persone di genere e provenienza diversa, è emersa una vera e propria “mappa corporea delle emozioni”.
Nel caso di emozioni quali paura e ansia, si è visto che l’area corporea di attivazione è la stessa per entrambe e coinvolge la zona del torace, in particolare il diaframma. Nonostante queste due emozioni siano diverse – la paura è una reazione immediata a un pericolo reale, l’ansia è una paura anticipatoria, legata a qualcosa che potrebbe accadere ma che in quel momento non c’è – entrambe fanno sì che il nostro organismo entri in uno stato di allerta, con l’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, preparandosi alle classiche risposte di attacco, fuga o immobilità.
La finestra di tolleranza: stare nel giusto equilibrio
Un concetto chiave emerso durante il webinar è quello della finestra di tolleranza, ovvero lo spazio entro cui riusciamo a gestire le emozioni in modo efficace.
Quando restiamo all’interno di questa finestra, siamo lucidi, presenti e in grado di affrontare le sfide quotidiane. Quando invece ne usciamo, possiamo entrare in:
- iperattivazione (ansia, stress, sovraccarico mentale)
- ipoattivazione (apatia, blocco, difficoltà ad agire)
La buona notizia è che l’ampiezza di questa finestra, che è diversa per ognuno di noi, non è fissa: può essere ampliata attraverso strategie semplici ma efficaci, come la respirazione consapevole e il supporto delle relazioni.
Il respiro come strumento di regolazione
Respirazione ed emozioni sono strettamente connesse. Quando siamo sotto stress, il respiro diventa corto e superficiale; quando siamo rilassati, si fa più lento e profondo.
Allenare la respirazione significa quindi agire direttamente sul nostro stato psicofisico. In particolare, la respirazione “diaframmatica”, quella cioè che coinvolge il muscolo del diaframma facendo muovere l’addome, a differenza di quella “toracica” che resta più alta e superficiale – consente di:
- ridurre ansia e tensione
- migliorare l’ossigenazione
- favorire uno stato di calma e presenza
Come sottolineato durante l’incontro, la respirazone consapevole è uno strumento prezioso non per soffocare le emozioni, ma per regolarle, rendendole gestibili.
Dallo stress alla performance: cambiare prospettiva
Un altro spunto centrale riguarda il modo in cui interpretiamo lo stress. Come spiegato da Terenzio Traisci, lo stress non è necessariamente un nemico: può diventare una risorsa, se impariamo a leggerlo e gestirlo in modo diverso.
Il passaggio chiave è spostare l’attenzione da ciò che vogliamo evitare (“non voglio essere stressato”) a ciò che vogliamo ottenere: calma, lucidità, presenza.
Mettendo questo risultato positivo come obiettivo, qualunque esercizio di respirazione sarà molto più efficace.
Anche il linguaggio ha un ruolo importante: definire una situazione come “eccitante” anziché “stressante” può cambiare la risposta del nostro organismo.
Tecniche semplici per la vita quotidiana
Nella seconda parte del webinar, oltre a darci qualche cosiglio su come praticare la respirazione diaframmatica in modo corretto, Terenzio Traisci ha anche condiviso alcune tecniche di respirazione semplici ed efficaci, utili in momenti specifici:
- anuloma viloma (“pelo e contropelo”), che coinvolge le due narici separatamente: perfetta al risveglio per riequilibrare le funzioni dei due emisferi
- “sospiro fisiologico”, utile nei momenti di ansia acuta
- respirazione “tattica”, o “del quadrato”, per recuperare lucidità e calma vigile: funzionale prima di prendere una decisione difficile
- respirazione 4-7-8, per favorire il rilassamento e il sonno
Piccoli strumenti che, se utilizzati con costanza, possono fare una grande differenza.
Il valore delle relazioni
Accanto alle tecniche individuali, è emerso con forza il ruolo delle relazioni. Il supporto sociale aiuta ad ampliare la nostra capacità di gestire lo stress e rappresenta un elemento fondamentale per il benessere.
Anche aiutare gli altri ha un impatto positivo: stimola il rilascio di ossitocina, migliorando il nostro stato emotivo e rafforzando il senso di connessione.
Un invito alla consapevolezza
Il messaggio finale è semplice ma potente: la respirazione è uno strumento sempre disponibile, accessibile a tutti, ma spesso sottovalutato.
Allenare la consapevolezza del respiro significa prendersi cura di sé, migliorare la qualità della propria vita e affrontare con maggiore equilibrio le sfide quotidiane.
Perché, come ricordato anche durante l’incontro, non è il singolo gesto a fare la differenza, ma la capacità di costruire, giorno dopo giorno, un sistema di attenzione e cura verso se stessi e gli altri.







































































































































