È stato pubblicato il secondo position paper dell’Osservatorio LHS, dal titolo “Morti bianche e sicurezza sul lavoro: il ruolo dei media nel diffondere la cultura della prevenzione”.
A cura di Claudio Micalizio, Giornalista e Direttore di Radio Roma News, il paper si interroga sul ruolo che la corretta informazione gioca nella riduzione del fenomeno degli incidenti sul lavoro: la tesi sostenuta è che la narrazione dei media, rivolgendosi a una moltitudine di persone e godendo ancora di una propria autorevolezza, ha la responsabilità di veicolare informazioni non solo corrette, ma anche utili a diffondere la cultura della prevenzione.
Il quadro di riferimento
Il tema della sicurezza sul lavoro e delle “morti bianche” è di cruciale importanza in Italia, dove nel 2023 si sono registrate 1041 vittime: una problematica che va oltre le morti, includendo numerosi infortuni non mortali, con costi sociali stimati in circa 104 miliardi di euro, oltre il 6% del Pil italiano.
La complessità della questione
Perché l’Italia non ottiene risultati soddisfacenti nella riduzione degli infortuni e delle malattie professionali, nonostante un quadro normativo rigoroso? Secondo il sociologo Mario Pedrazzini, uno dei motivi principali è il complesso interplay tra informazione, cultura e comportamento. In sostanza, in Italia si parla poco e male di incidenti sul lavoro, e si fa ancora meno per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla cultura della sicurezza.
Promuovere una cultura della sicurezza
Partendo quindi dall’analisi dei limiti della narrazione mediatica degli incidenti sul lavoro, spesso viziata da esigenze editoriali discutibili e routine professionali consolidate, il paper enumera gli elementi chiave per garantire una corretta comunicazione e propone possibili modelli, metodi e strumenti per rendere più efficace la narrazione dei media.
L’obiettivo finale è sensibilizzare chiunque si occupi di comunicare la sicurezza sull’importanza non solo di informare sui fatti in modo corretto e rispettoso delle persone coinvolte, ma anche di diffondere consapevolezza sul fatto che la maggior parte degli incidenti è frutto di comportamenti errati e può, quindi, essere evitata.
I contributi degli esperti
Il testo si basa in gran parte sui contributi di esperti d’eccezione, in particolare:
– Lorenzo Fantini, Avvocato giuslavorista
–Carlo Galimberti, Docente di Psicologia sociale della comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
–Marinella De Maffutiis, Capo Area Attività Istituzionali, Comunicazione e Relazioni esterne di ANMIL
–Paolo Parma, Amministratore Delegato MADE HSE Gruppo Marcegaglia
–Mario Pedrazzini, Sociologo, ex presidente Associazione Nazionali Sociologi
–Mario Recupero, Vicedirettore Comunicazione di INAIL
Le loro riflessioni si trovano in forma integrale nell’Appendice finale del paper.
Il ruolo dell’Osservatorio
Dopo il paper sulla formazione, con questo secondo documento l’Osservatorio LHS prosegue la missione di stimolare il dibattito sui temi di salute e sicurezza, in particolare sul piano culturale e presso i media, e di contribuire a diffondere conoscenza, consapevolezza e attenzione su queste tematiche, incoraggiando il senso di responsabilità personale e collettivo.
È stato pubblicato il secondo position paper dell’Osservatorio LHS, dal titolo “Morti bianche e sicurezza sul lavoro: il ruolo dei media nel diffondere la cultura della prevenzione”.
A cura di Claudio Micalizio, Giornalista e Direttore di Radio Roma News, il paper si interroga sul ruolo che la corretta informazione gioca nella riduzione del fenomeno degli incidenti sul lavoro: la tesi sostenuta è che la narrazione dei media, rivolgendosi a una moltitudine di persone e godendo ancora di una propria autorevolezza, ha la responsabilità di veicolare informazioni non solo corrette, ma anche utili a diffondere la cultura della prevenzione.
Il quadro di riferimento
Il tema della sicurezza sul lavoro e delle “morti bianche” è di cruciale importanza in Italia, dove nel 2023 si sono registrate 1041 vittime: una problematica che va oltre le morti, includendo numerosi infortuni non mortali, con costi sociali stimati in circa 104 miliardi di euro, oltre il 6% del Pil italiano.
La complessità della questione
Perché l’Italia non ottiene risultati soddisfacenti nella riduzione degli infortuni e delle malattie professionali, nonostante un quadro normativo rigoroso? Secondo il sociologo Mario Pedrazzini, uno dei motivi principali è il complesso interplay tra informazione, cultura e comportamento. In sostanza, in Italia si parla poco e male di incidenti sul lavoro, e si fa ancora meno per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla cultura della sicurezza.
Promuovere una cultura della sicurezza
Partendo quindi dall’analisi dei limiti della narrazione mediatica degli incidenti sul lavoro, spesso viziata da esigenze editoriali discutibili e routine professionali consolidate, il paper enumera gli elementi chiave per garantire una corretta comunicazione e propone possibili modelli, metodi e strumenti per rendere più efficace la narrazione dei media.
L’obiettivo finale è sensibilizzare chiunque si occupi di comunicare la sicurezza sull’importanza non solo di informare sui fatti in modo corretto e rispettoso delle persone coinvolte, ma anche di diffondere consapevolezza sul fatto che la maggior parte degli incidenti è frutto di comportamenti errati e può, quindi, essere evitata.
I contributi degli esperti
Il testo si basa in gran parte sui contributi di esperti d’eccezione, in particolare:
– Lorenzo Fantini, Avvocato giuslavorista
–Carlo Galimberti, Docente di Psicologia sociale della comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
–Marinella De Maffutiis, Capo Area Attività Istituzionali, Comunicazione e Relazioni esterne di ANMIL
–Paolo Parma, Amministratore Delegato MADE HSE Gruppo Marcegaglia
–Mario Pedrazzini, Sociologo, ex presidente Associazione Nazionali Sociologi
–Mario Recupero, Vicedirettore Comunicazione di INAIL
Le loro riflessioni si trovano in forma integrale nell’Appendice finale del paper.





































































































































