Robot collaborativi, intelligenza artificiale, dispositivi indossabili, realtà virtuale e sensori intelligenti stanno trasformando rapidamente il mondo del lavoro e offrono nuove opportunità anche in ambito salute e sicurezza. Ma come guidare questa evoluzione in modo che, oltre ad aumentare produttività ed efficienza, le nuove tecnologie accrescano anche il benessere e la sicurezza delle persone?
Da questa riflessione nasce il quarto Position Paper dell’Osservatorio su Leadership e Cultura della Sicurezza di Fondazione LHS, intitolato “Tecnologie e persone: verso la creazione di ambienti di lavoro sicuri e sostenibili“.
Il documento, curato da Guido Micheli con la collaborazione di Gaia Vitrano, Antonino La Monica e Mark Mercado della School of Management del Politecnico di Milano e il contributo di Angelo Spingardi, Vicepresidente di Fondazione LHS e HSEQ Director di Saipem, analizza il rapporto tra innovazione tecnologica e sicurezza, proponendo un cambio di prospettiva: non utilizzare la sicurezza come beneficio secondario dell’innovazione, ma progettare l’innovazione a partire dalla salute e dal benessere delle persone.
Nuove opportunità, nuovi rischi
Il paper analizza le principali tecnologie oggi disponibili — dall’intelligenza artificiale alla robotica collaborativa, dai wearable alla realtà aumentata e virtuale, fino ai sistemi di monitoraggio intelligente — evidenziando le opportunità che offrono nella prevenzione dei rischi, nella formazione, nel supporto alle decisioni e nella gestione delle emergenze.
Allo stesso tempo, mette in guardia dai nuovi rischi che queste innovazioni possono introdurre se non vengono progettate e governate correttamente: sovraccarico cognitivo, perdita di attenzione, eccessiva fiducia nell’automazione, problemi di privacy legati alla raccolta dei dati, nuove forme di stress e difficoltà nell’interazione uomo-macchina. Rischi che richiedono un approccio capace di integrare competenze tecnologiche, organizzative ed etiche.
La tecnologia al servizio delle persone
La tesi centrale del documento è che la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla tecnologia, ma nasce dall’equilibrio tra innovazione, organizzazione e fattore umano.
Per questo gli autori propongono un approccio human-centric, nel quale le tecnologie vengono scelte e progettate a partire da una valutazione preliminare delle minacce più critiche, coinvolgendo gli utilizzatori fin dalle prime fasi di sviluppo, con l’obiettivo di eliminare o ridurre i rischi alla fonte, rafforzare le barriere di sicurezza e supportare le persone, anziché sostituirle. Una visione pienamente coerente con i principi dell’Industria 5.0, nella quale innovazione, sostenibilità e benessere delle persone procedono insieme.
Si tratta del quarto Position Paper pubblicato dall’Osservatorio, dopo quelli dedicati alla formazione, alla comunicazione e alla sicurezza stradale, con l’obiettivo di offrire strumenti di riflessione e approfondimento sui temi che stanno trasformando la cultura della sicurezza.
Trovi tutti i position paper finora pubblicati qui.
Robot collaborativi, intelligenza artificiale, dispositivi indossabili, realtà virtuale e sensori intelligenti stanno trasformando rapidamente il mondo del lavoro e offrono nuove opportunità anche in ambito salute e sicurezza. Ma come guidare questa evoluzione in modo che, oltre ad aumentare produttività ed efficienza, le nuove tecnologie accrescano anche il benessere e la sicurezza delle persone?
Da questa riflessione nasce il quarto Position Paper dell’Osservatorio su Leadership e Cultura della Sicurezza di Fondazione LHS, intitolato “Tecnologie e persone: verso la creazione di ambienti di lavoro sicuri e sostenibili“.
Il documento, curato da Guido Micheli con la collaborazione di Gaia Vitrano, Antonino La Monica e Mark Mercado della School of Management del Politecnico di Milano e il contributo di Angelo Spingardi, Vicepresidente di Fondazione LHS e HSEQ Director di Saipem, analizza il rapporto tra innovazione tecnologica e sicurezza, proponendo un cambio di prospettiva: non utilizzare la sicurezza come beneficio secondario dell’innovazione, ma progettare l’innovazione a partire dalla salute e dal benessere delle persone.
Nuove opportunità, nuovi rischi
Il paper analizza le principali tecnologie oggi disponibili — dall’intelligenza artificiale alla robotica collaborativa, dai wearable alla realtà aumentata e virtuale, fino ai sistemi di monitoraggio intelligente — evidenziando le opportunità che offrono nella prevenzione dei rischi, nella formazione, nel supporto alle decisioni e nella gestione delle emergenze.
Allo stesso tempo, mette in guardia dai nuovi rischi che queste innovazioni possono introdurre se non vengono progettate e governate correttamente: sovraccarico cognitivo, perdita di attenzione, eccessiva fiducia nell’automazione, problemi di privacy legati alla raccolta dei dati, nuove forme di stress e difficoltà nell’interazione uomo-macchina. Rischi che richiedono un approccio capace di integrare competenze tecnologiche, organizzative ed etiche.
La tecnologia al servizio delle persone
La tesi centrale del documento è che la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla tecnologia, ma nasce dall’equilibrio tra innovazione, organizzazione e fattore umano.
Per questo gli autori propongono un approccio human-centric, nel quale le tecnologie vengono scelte e progettate a partire da una valutazione preliminare delle minacce più critiche, coinvolgendo gli utilizzatori fin dalle prime fasi di sviluppo, con l’obiettivo di eliminare o ridurre i rischi alla fonte, rafforzare le barriere di sicurezza e supportare le persone, anziché sostituirle. Una visione pienamente coerente con i principi dell’Industria 5.0, nella quale innovazione, sostenibilità e benessere delle persone procedono insieme.





































































































































